Il senso della tipografia

È necessario che conosciate alcune regole tipografiche essenziali per evitare che il vostro lavoro appaia amatoriale. Molte di queste sono tecniche standard che i tipografi professionisti hanno seguito per secoli, ma nell'era dei computer non ci sono state insegnate: ci hanno insegnato solo a utilizzare la tastiera. Molti di noi hanno cominciato usando una macchina per scrivere prima del computer, altri hanno imparato da chi sapeva scrivere a macchina, oppure hanno soltanto ereditato tecniche non professionali di dattilografia. Naturalmente vi sarete accorti che nessuno più scrive a macchina e ormai ci sono generazioni che non ne hanno mai vista una.
La macchina per scrivere usa lettere a spazio fisso: tutti i caratteri occupano lo stesso spazio (una virgola ha lo stesso ingombro di una M); si usa un apice singolo ' come apostrofo e uno doppio " per aprire e chiudere le virgolette; non esistono lineette né il simbolo di copyright o altri caratteri speciali. Non si può scrivere in corsivo o in grassetto, quindi le uniche possibilità per enfatizzare un testo sono scriverlo a lettere maiuscole o sottolinearlo. Tutte queste limitazioni hanno avuto delle ricaduta su come usiamo oggi la tastiera.

 

Un solo spazio dopo la punteggiatura

Qualcuno potrebbe avere ancora la vecchia abitudine di lasciare due spazi dopo la punteggiatura, ma è ormai da molto tempo che è il caso di perderla. È inutile chiedersi da dove abbia avuto origine questa abitudine o per quanto tempo i tipografi abbiano lasciato ampi spazi tra le frasi. Oggi lo standard è un solo spazio. Prendete un qualsiasi libro o periodico da un vostro scaffale. Non troverete mai un doppio spazio tra le frasi, a meno che non leggiate uno scritto pubblicato in proprio da un dilettante.
Non merita nemmeno parlarne. Non c'è alcuna superiorità morale nell'appartenere al partito di chi insiste a lasciare due spazi dopo un punto. Mi dispiace!

Il primo esempio usa caratteri proporzionali: potete osservare che l'ingombro di ogni lettera o simbolo varia proporzionalmente alla sua larghezza. Il secondo esempio usa invece caratteri a spazio fisso.
Tracciando linee verticali tra i caratteri a spazio fisso si creano colonne uguali, perché tutti i caratteri occupano lo stesso ingombro. Di norma venivano lasciati due spazi dopo ogni segno di punteggiatura.

Caratteri a spazio fisso e proporzionale

 

Virgolette

Un altro errore appariscente dei grafici dilettanti è l'uso di virgolette di macchina invece di quelle tipografiche. Il vostro software di solito inserirà per voi le virgolette giuste, ma a volte non lo farà e vi ritroverete con dei doppi apici che sembrano indicare minuti secondi anziché una citazione. Inutile dire che dovrete stare attenti e intervenire immediatamente quando vedete virgolette strane nelle vostre pagine.
Le virgolette di apertura assomigliano a due piccoli sei (“) mentre quelle di chiusura sembrano dei piccoli nove (”).

Se non avete mai fatto caso alle virgolette prima d'ora, potreste pensare che nessun altro le noterà. Ma la cosa buffa è che appena comincerete ad accorgervi della differenza non potrete fare a meno di notarle. Dando una semplice occhiata alle due frasi riportate qui sotto, riuscite a dire immediatamente quale delle due è opera di un dilettante?

Differentra tra virgolette di macchina e tipografiche

Oltre a questo tipo di virgolette alte, sono ancora spesso utilizzate le virgolette basse (« »),dette anche caporali.
Negli Stati Uniti, virgole e punti sono sempre all'interno delle virgolette. Invece nelle pubblicazioni italiane e di molti altri Paesi non esiste una regola rigida: virgole e punti possono essere all'interno o all'esterno delle virgolette a seconda delle scelte redazionali dei singoli editori.
I due punti e il punto e virgola vanno lasciati fuori dalle virgolette.
Un punto interrogativo o esclamativo è lasciato all'interno delle virgolette solo se fa parte della citazione.

Se la citazione comprende più paragrafi, le virgolette di apertura si mettono all'inizio di ogni capoverso, ma quelle di chiusura si mettono solo alla fine della citazione.

 

Apostrofi

L'apostrofo ha la stessa forma di una singola virgoletta alta destra (ʼ) simile a un 9, ed è così importante da meritare una trattazione a parte. Nella maggior parte dei programmi d'impaginazione, viene inserito automaticamente un apostrofo invece dell'apice diritto ('), quello che potrebbe sembrare il simbolo usato per indicare i minuti primi nella misurazione del tempo o i primi (frazioni del grado) nella misurazione degli angoli.

Gli errori più frequenti con gli apostrofi sono: 1) usare gli apici diritti di macchina, 2) mettere un apostrofo nel posto sbagliato. Quando tocca a voi scrivere un testo, dovete sapere con certezza dove va messo l'apostrofo e dove non va messo.
L'apostrofo è, nell'italiano scritto, il segno che indica la soppressione di una vocale (se davanti ad altra vocale si parla di elisione, per esempio l'una = la una, c'è = ci è) o di una sillaba (po' = poco, be' = bene). L'uso di pò con l'accento è purtroppo frequente, ma errato.
Viceversa molti usano erroneamente l'apostrofo al posto dell'accento. Quante volte si vede scritto «E'» al posto di «È» nelle frasi che iniziano con il verbo essere alla terza persona singolare! Nel caso delle lettere minuscole, digitare il carattere accentato è semplice perché visibile sulla tastiera, mentre per le lettere maiuscole può essere un problema se non si conoscono i tasti specifici.

 

il senso della tipografia 

Trattini e lineette

Tutti sanno che cosa sia un trattino, un minuscolo tratto che serve a unire parole strettamente correlate (come «vocabolario italiano-inglese») o numeri (per esempio «la guerra del 1915-18»). Naturalmente il trattino compare anche in fine di riga quando una parola viene spezzata, per indicare che va «a capo»; ma ogni software di impaginazione è dotato della funzione di sillabazione e inserisce automaticamente il trattino ove necessario.
Qualcuno potrebbe ancora avere l'abitudine di usare due trattini -- al posto di una lineetta (trattino medio) per separare gli incisi. Si tratta di una tradizione passata di moda, risalente ai tempi delle macchine per scrivere che non avevano un tasto per le lineette. Ma adesso la lineetta si può digitare e tutti dovrebbero usarla nei casi opportuni.

Trattino breve -
Un trattino breve serve generalmente per unire parole o numeri e per andare a capo. Data la sua funzione unificatrice, il trattino breve viene utilizzato sempre senza spazi adiacenti.
a sud-est, verso nord-ovest
dizionario Devoto-Oli
Giuliano l'Apostata (331-363)

Attenzione: non esagerate con i trattini! Usateli per unire parole comuni solo quando si fanno accostamenti «insoliti» o «a contrasto»:

un modello monarchico-teocratico un gusto dolce-amaro
un soldato-poeta

Trattino medio – («lineetta enne»)
Il trattino medio è detto anche lineetta o lineetta enne perché ha una lunghezza quasi uguale alla larghezza della lettera maiuscola N. I trattini medi vanno usati per le frasi incidentali, cioè per aprire una sorta di parentesi nel testo; in questo caso devono sempre essere preceduti e seguiti da uno spazio.

E allora vedo nella penombra – ma potrei sbagliarmi – che Pilar ha gli occhi fissi su di me.

Il trattino medio può essere usato anche per indicare l'operatore matematico «meno».
È da evitare l'uso che a volte viene fatto del trattino medio, senza spazi prima e dopo, al posto del trattino breve in espressioni concise che indicano un intervallo tra due valori (di tempo, spazio ecc.).

7–12 anni di età
7.30–9.30

Trattino lungo — («lineetta emme»)
Il trattino lungo è il doppio di un trattino medio e ha una lunghezza quasi uguale alla larghezza della lettera M maiuscola. Non lo userete normalmente: questo infatti non è un segno ortografico della lingua italiana, bensì un segno di punteggiatura in altre lingue.

 

Caratteri speciali

Il computer vi consente di scrivere non solo lettere e numeri, ma anche una vasta gamma di simboli speciali come ©,™,€,° e molti altri. Di fatto, un font del formato OpenType dispone di circa 16 ooo glifi, sufficienti per coprire quasi tutti i li nguaggi scritti dell'umanità intera. Se usate InDesign, aprite il pannello dei Glifi per accedere a tutti i caratteri di qualsiasi font.

 

Accenti

Nella tastiera italiana trovate i tasti per la digitazione delle cinque vocali minuscole con l'accento grave, la lettera e anche con l'accento acuto (à, è, é, ì, ò, ù). Per tutti gli altri casi, esiste la possibilità di aggiungere qualsiasi tipo di accento a una lettera, ma la digitazione degli accenti può nascondere qualche insidia: potreste cercare di scrivere piraña e ritrovarvi ad avere digitato piran~a.
Nei computer Mac, gli accenti sono nascosti nelle opzioni di tastiera; su un PC, usate i codici ANSI-ASCII.

 

Maiuscole

Scrivere parole TUTTE IN LETTERE MAIUSCOLE per richiamare l'attenzione del lettore non è sempre la soluzione migliore, perché le maiuscole in definitiva sono meno leggibili delle minuscole. Noi riconosciamo le parole non solo in base alle singole lettere o gruppi di lettere, ma anche per la loro forma, soprattutto quella metà superiore di una parola che caratterizza il contorno come sotto esemplificato.
Quando un blocco di testo è composto di sole maiuscole, dobbiamo leggere lettera per lettera anziché a gruppi.

Ovviamente, possiamo leggere le maiuscole, e a volte la scelta di usare solo maiuscole è vincente. Siate sicuri però di avere una buona ragione per farlo e che potete giustificarlo con argomenti del tipo: «Io voglio davvero che il testo del mio logo sia di forma rettangolare.» Se, invece, vi basate sull'errata convinzione che le lettere maiuscole siano più facili da leggere perché più grandi, allora trovate un'altra soluzione.

 

Sottolineatura

Non usate il tasto di sottolineatura. Mai.
Quando avete visto per l'ultima volta una parola sottolineata in un libro o una rivista? Forse non l'avete mai vista. La sottolineatura era in origine un modo con cui un redattore segnalava al tipografo che la parola sottolineata su un manoscritto o dattiloscritto doveva risultare stampata in corsivo. Ma oggi siete voi il vostro tipografo e quindi non avrete affatto bisogno di simili indicazioni: applicherete direttamente il corsivo. La convenzione è che i titoli di libri, articoli, opere in genere siano scritti in corsivo, così pure le parole straniere.
Qualcuno potrebbe anche avere l'abitudine di sottolineare le parole per enfatizzarle. Esistono tuttavia molte altre opzioni molto più professionali per dare enfasi: provate caratteri bold, più grandi, un font diverso, un colore, o una loro combinazione.

Anche solo staccando un blocchetto dal resto del testo
si può attirare maggiore attenzione.


Questo non significa che non dovrete mai sottolineare del testo, tuttavia evitate di applicare lo stile predefinito per la sottolineatura usando il tasto o le abbreviazioni di tastiera. I tipografi usano sempre i filetti per evidenziare un testo. La maggior parte delle applicazioni di impagi­nazione, o anche solo di elaborazione testi, vi permettono di utilizzare filetti scegliendo a vostro piacere spessore, lunghezza e distanza dalla linea base del testo.

 

Kerning (crenatura)

La crenatura consente di ridurre gli spazi tra i caratteri in modo mirato e creare una spaziatura visivamente migliore. * I programmi di elaborazione testi sono privi di tale funzione o consentono solo un intervento limitato; questo è il motivo per cui una persona con l'occhio allenato è in grado di distinguere immediatamente un testo creato con un word processor da uno creato con un software di impaginazione.
Più grande è il testo, più diventa difficile regolare la spaziatura. Una spaziatura sgraziata non solo porta ad avere una pagina banale e non professionale, ma riduce anche l'efficacia della comunicazione.
La crenatura dipende solo dal vostro occhio; non lo può fare il computer per voi. Negli esempi che seguono potrete notare uno spazio extra tra certe combinazioni di lettere (WAT, LO) a causa della loro forma (angolate, arrotondate, verticali). A seconda del programma, potreste cercare di regolare automaticamente lo spazio, ma se aspirate a diventare quasi dei professionisti dovete imparare a farlo manualmente. Cercate nella funzione Aiuto il metodo specifico del vostro software per applicare la crenatura.

kerning o crenatura 

Applicare la crenatura non significa avvicinare tutte le lettere tra di loro, ma fare in modo che lo spazio che le separa sia otticamente coerente.
Appare più largo il quadrato o il cerchio?

quadrato e cerchio
Il cerchio sembra più stretto a causa dello spazio bianco che lo circonda, ma entrambe le figure hanno uguale larghezza. È questo effetto ottico che crea la necessità di regolare gli spazi tra le lettere con la crenatura: ogni carattere, infatti, appare con un suo proprio aspetto visivo sulla pagina. Maggiore è lo spazio bianco tra le lettere, più la crenatura diventa indispensabile.


Vedove e orfani

Ovviamente non intendiamo riferirci a queste categorie umane, bensì a termini convenzionali di uso comune nella tipografia.
Quando l'ultima riga di un paragrafo è mozza (cioè ha una lunghezza inferiore a un terzo della lunghezza totale della riga), è detta vedova. Peggio ancora è trovare come ultima riga una parte di una parola della riga precedente che è andata a capo. Non fatelo mai!

vedove e orfani in tipografia

Quando l'ultima riga di un paragrafo, anche se lunga, finisce in cima alla colonna o alla pagina successiva, e quindi appare staccata dal testo di cui fa parte, prende il nome di orfano. Alcuni chiamano le vedove «orfani» e viceversa, e questo è curioso. Ma comunque si chiamino, evitateli.
Per evitare vedove e orfani si può provare a modificare il testo (se vi è concesso), magari solo aggiungendo o togliendo una parola o due. Talvolta potete aumentare o ridurre gli spazi tra lettere, le parole o le righe a seconda del programma con cui lavorate. In altri casi potreste allargare o restringere leggermente i margini. Fate quanto è necessario perché dovete farlo.

 

Miscellanea

Ecco un breve elenco di consigli utili che, se messi in pratica, vi eviteranno di fare apparire dilettanteschi i vostri progetti. Naturalmente non c'è nulla di male nell'essere dei dilettanti, ma l'aspetto del vostro lavoro ha sempre un impatto immediato sui lettori. Perché non usare qualche accorgimento in più per assicurarvi un'impressione favorevole?

  • Punteggiatura dopo una parola o un'espressione con uno stile particolare: se avete all'interno di un paragrafo una o più parole in bold, in corsivo o in un font diverso, la punteggiatura che segue immediatamente deve essere nello stesso stile particolare solo se è riferita a tale espressione. Come si vede nella prima frase di questo paragrafo, i due punti finali sono anch'essi in bold sans serif. Notate invece come il punto che chiude la fase precedente abbia lo stesso stile del paragrafo di testo normale.
  • Punteggiatura tra parentesi: se non siete sicuri se inserire il punto dentro o fuori una parentesi, ecco la regola grammaticale. Se il testo tra parentesi è una breve specificazione e non una frase compiuta, allora la punteggiatura va messa dopo la parentesi di chiusura (proprio come in questo esempio).
    Se il testo tra parentesi è una frase indipendente a sé stante, il punto va all'interno. (Questo è un esempio di frase con punteggiatura dentro la parentesi.)
  • Rientro dei capoversi: vi potrebbe essere stato insegnato che il rientro dei capoversi si ottiene con cinque spazi bianchi o forse usate automaticamente il tasto Tab e accettate lo spazio di default qualunque esso sia (lo standard può essere di circa 1,3 cm). Questa è un'eredità dei tempi delle macchine per scrivere. Lo spazio corretto per una grafica professionale, come abbiamo già avuto occasione di ricordare, non è 1,3 cm o cinque spazi, bensi uno spazio emme, cioè uno spazio pari al corpo del carattere che state usando. Così se scrivete in corpo 12, il rientro del capoverso sarà di 12 punti pari a circa due colpi di barra spaziatrice. Non è necessario misurare questo spazio con il righello, ma cercate di avvicinarvi con il tabulatore a due spazi piuttosto che a cinque. Una volta che vi sarete abituati, i vecchi rientri di 1,3 cm vi sembreranno davvero orribili.
  • Rientro dei capoversi o spazio extra tra paragrafi: un rientro significa «Questo è un nuovo paragrafo». La stessa cosa vale per uno spazio extra tra paragrafi. Quando vi serve, scegliete uno dei due metodi: fate rientrare il nuovo paragrafo oppure inserite uno spazio extra tra i paragrafi, ma evitate di fare entrambe le cose.
  • I primi capoversi: in base a quanto sopra detto, potete capire perché il primo capoverso dopo un titolo o un titoletto non ha bisogno di rientro. Mai.
  • Riquadrare un testo con una cornice: se inserite un testo in un box, fate attenzione a lasciare abbastanza spazio come margine da tutti i lati. Anche se create un box con un programma di elaborazione testi potete trovare i comandi che regolano gli spazi ai margini. In generale, cercate di dare l'impressione che ci sia la stessa quantità di spazio su tutti i lati. Date retta ai vostri occhi.
  • Per caratterizzare un elenco, usate punti o altri simboli, ma mai trattini: quando fate un lista, evitate i trattini all'inizio di ogni voce, sono cosi miserelli! Digitare i punti elenco standard
    è facile quanto inserire un trattino ( • Alt . su Mac e Alt 0149 su Pc). Oppure usate un carattere dingbat o decorativo, come potete vedere nell'elenco puntato che state leggendo in questo momento (potreste aver bisogno di ingrandire o ridurre il punto elenco rispetto al testo a seconda del dingbat scelto).
  • E altro ancora: tutto quello che avrete imparato leggendo questo libro vi porterà lontano. In verità sono tanti i dettagli legati alla grafica professionale che è impossibile riassumerli tutti in un volume. Se utilizzate InDesign, The Non-Designer's InDesign Book vi insegnerà come usare questo programma per creare progetti magnifici.

 

preventivo grafica idea e crea

Per informazioni o preventivi Contattaci!

Qualità e professionalità
al tuo servizio!
Slider
 

Articoli consigliati:

Last modified on Martedì, 04 Agosto 2020 07:24