I quattro principi base della progettazione grafica

Ecco una breve panoramica dei principi base di progettazione grafica che caratterizzano ogni lavoro ben fatto. Tenete presente che tra di loro esiste una forte interconnessione. Raramente ne applicherete soltanto uno. 

 

Vicinanza

Gli oggetti in relazione tra di loro devo essere vicini. Quando diversi elementi sono vicini l'uno all'altro, diventano un'unità visiva, piuttosto che l'accostamento di elementi separati. 
Questo aiuta a organizzare meglio le informazioni, diminuisce la possibile confusione e fornisce al lettore una visione più chiara. 

Allineamento

Nessun elemento deve essere posizionato a caso sulla pagina. Ognuno deve avere un rapporto visivo con un altro elemento. Questo permette di avere un impaginato più «pulito» e raffinato. 

 

Ripetizione

Ripetete elementi visivi in tutta la pagina. Potete riproporre colori, forme, trame grafiche, rapporti tra gli spazi, spessore delle linee, font, dimensioni, concetti grafici ecc. Vi aiuterà a sviluppare la struttura e a rendere più coerente l'impaginato. 

 

Contrasto

L'idea che sottende il termine «contrasto» è quella di evitare l'inserimento nella pagina di elementi semplicemente simili. 
Se gli elementi ( caratteri, colori, dimensioni, spessore delle linee, forme, spazi ecc.) non sono uguali, allora devono essere molto differenti. Spesso il contrasto è il fattore più importante per la riuscita di una pagina: è ciò che il lettore coglie a prima vista. 

 

La vicinanza

vicinanza

Nel lavoro dei grafici principianti, molto spesso le parole, le frasi e gli elemen­ti grafici sono disposti in maniera disordinata, riempiono gli angoli e occupa­no la pagina in modo che non ci siano spazi vuoti. C'è una sorta di terrore del vuoto. Quando i vari elementi sono disseminati dappertutto, la pagina appare disorganizzata e le informazioni non possono essere recepite subito dal lettore. 
Il principio della vicinanza stabilisce la necessità di raggruppare gli elemen­ti in relazione tra di loro, disponendoli materialmente uno vicino all'altro, in modo che risultino un gruppo coeso piuttosto che una babele dispersa. 
Al contrario, oggetti o gruppi di informazioni che non sono in relazione tra di loro non devono essere vicini, perché ciò genererebbe ambiguità: infatti è la vicinanza che trasmette al lettore un visione immediata dell'organizzazione e del contenuto di una pagina. 
Un esempio molto semplice può illustrare il principio della vicinanza (in una pagina, così come nella vita): una vicinanza fisica implica una relazione. 

 

Il principio della vicinanza in breve

Quando diversi elementi sono strettamente vicini l'uno all'altro, vengo­no percepiti come un un'unica unità visiva piuttosto che come singole uni­tà distinte. Gli elementi in relazione tra di loro devono essere raggruppati. Pensate al movimento dei vostri occhi: da quale punto iniziano a guardare la pagina? quale percorso seguono? dove termina la lettura e dove si dirige poi il vostro sguardo? Nel disporre gli elementi sulla pagina dovete riuscire ad applicare una progressione logica, da un preciso inizio a una precisa fine. 
Lo scopo principale 
L'obiettivo primario del principio di vicinanza è organizzare. Gli altri prin­cipi entrano in gioco in seguito, ma la vostra pagina appare organizzata sem­plicemente raggruppando gli elementi connessi e avvicinandoli. Se le infor­mazioni sono organizzate, la pagina è più agevole da leggere e più facilmente resta impressa nella memoria. Inoltre, strutturando in modo più coerente la pagina, questa risulta anche esteticamente migliore, grazie a un opportuno inserimento di spazi (la soluzione preferita dai grafici). 
Che cosa fare 
Strizzando leggermente gli occhi, contate il numero di elementi visivi sulla pagina e quante volte il vostro sguardo si ferma. Se ci sono più di tre-quat­tro elementi (o anche cinque) sulla pagina (ovviamente dipende dal con­tenuto), considerate quali, tra quelli separati, possono essere raggruppati e trasformati in un'unica unità visiva. 
Che cosa evitare 
Evitate di collocare sulla pagina troppi elementi separati. 
Non lasciate la stessa quantità di spazio tra gli elementi, a meno che non fac­ciano parte di un sottoinsieme di elementi correlati. 
Evitate che si presenti al lettore il benché minimo dubbio nell'attribuzione di titoli, sottotitoli, didascalie, grafica ecc. al materiale corrispondente. Cre­ate una relazione tra gli elementi applicando un criterio di stretta vicinanza. 
Non mettete in relazione tra di loro elementi differenti! Al contrario, posi­zionateli alla giusta distanza. 
Non ficcate elementi negli angoli o nel mezzo solo per riempire spazi vuoti. 

 

L'allineamento

allineamento

I grafici dilettanti tendono a posizionare testo e grafica ovunque ci sia spa­zio, spesso senza considerare gli altri elementi della pagina. Quello che si crea è un effetto da «cucina un po' in disordine»: un tazza qui, un piatto là, un tovagliolo sul tavolo, una pentola nel lavello, una chiazza sul pavimento. Non ci vuole molto a rimettere in ordine la cucina, cosi come non ci vuole molto a sistemare un impaginato in disordine privo dei giusti allineamenti. 
li principio dell'allineamento stabilisce: «Niente deve essere posizionato sulla pagina senza criterio. Ogni elemento deve avere un legame visi­vo con un altro elemento.» Questo principio vi obbliga a ragionare; non potete più «lanciare» gli oggetti sulla pagina e vedere dove vanno a finire. 
Quando gli elementi sono allineati, l'impaginato risulta avere un'unità co­erente. Anche quando si allineano oggetti fisicamente separati tra di loro, esiste una linea invisibile che li collega, sia otticamente sia concettualmen­te. Sebbene sia necessario separare alcuni elementi per sottolineare le loro relazioni (utilizzando il principio della vicinanza), il principio dell'allinea­mento fa capire al lettore come ogni oggetto sulla pagina risulti comunque collegato a qualche altro elemento. 

 

Il principio dell'allineamento in breve

Niente deve essere collocato casualmente nella pagina. Ogni elemento del layout deve avere un collegamento visivo con un altro. 
L'unità è un concetto fondamentale nella progettazione grafica. Per fare in modo che gli oggetti di una pagina appaiano come elementi di un unico insieme, collega­ti e interconnessi, è necessario che tutti abbiano un legame visivo. Se alcuni non si trovano materialmente vicini, possono tuttavia apparire uniti grazie a semplici accorgimenti grafici. Date un'occhiata ai layout che vi piacciono. Non importa quanto possa sembrare a prima vista casuale la loro configu­razione: troverete sempre i giusti allineamenti. 

Lo scopo principale 
L'obiettivo fondamentale dell'allineamento è conferire unità e organizza­zione alla pagina. Il risultato può essere paragonato a una situazione in cui voi (o il vostro cane) raccogliete tutti i giocattoli sparsi per il soggiorno e li sistemate nella scatola. 
Spesso è un allineamento netto e deciso (insieme, naturalmente, alla scelta del carattere più appropriato) a dare alla pagina uno stile sofisticato o, a se­conda dei casi, formale, divertente, serio. 

Che cosa fare 
Collocate gli elementi sulla pagina in modo consapevole. Fate in modo che tutto sia allineato, anche due oggetti che si trovano fisicamente distanti l'u­no dall'altro. 

Che cosa evitare 
Evitate di utilizzare nella pagina più di un tipo di allineamento (quindi, non centrate un blocco di testo quando c'è già un altro blocco allineato a destra). 
E, vi raccomando, sforzatevi di abbandonare l'allineamento centrato, a meno che il vostro proposito non sia proprio quello di creare una pagina seriosa e formale. Scegliete un allineamento centrato solo quando lo volete, non di default. 


La ripetizione 

ripetizione


Il principio della ripetizione afferma: riproponete alcuni aspetti grafici in tutto l'impaginato. Per esempio un font in bold, un filetto, dei pallini, un decoro, un colore, un formato, una spaziatura ... ovvero una qualsiasi caratteristica che il lettore riconoscerà immediatamente. 
Non è un'assoluta novità: voi già utilizzate elementi ripetititivi nel vostro lavoro quando assegnate a tutti i titoli lo stesso font e la stessa dimensione, quando collocate un filetto alla stessa distanza dal margine inferiore in ogni pagina, o ancora quando utilizzate gli stessi pallini in tutti gli elenchi dell'impaginato. Ciò di cui hanno spesso bisogno i grafici principianti è di portare questo concetto oltre: trasformare una ripetizione poco appariscente in uno stile visivo che caratterizzi il progetto.
La ripetizione può essere pensata come uniformità. Sfogliando una brochure di sedici pagine, è la ripetizione di alcuni elementi, la loro uniformità, a caratterizzare ciascuna di quelle sedici pagine come appartenente alla stessa pubblicazione. Se alla pagina 13 non si ritrovano gli stessi elementi ripetitivi della pagina 41 la brochure perde la sua coesione di stile. 
Ma la ripetizione va oltre la semplice coerenza visiva di un layout: è un sforzo consapevole volto a dare unità e organicità alle diverse parti di un progetto. 

 

Il principio della ripetizione in breve

La ripetizione di elementi visivi serve a unificare un progetto grafico e dargli forza coesiva, legando insieme componenti altrimenti separate. La ripetizione è molto utile all'interno di una pagina singola, ma diventa cruciale in documenti con più pagine (dove spesso la indichiamo semplicemente con il termine «coerenza»). 

Lo scopo principale 
Lo scopo della ripetizione è unificare e rendere visivamente più interessante il messaggio. Non sottovalutate il potere dell'interesse visivo di una pagina: più appare interessante, più facilmente verrà letta. 

Che cosa fare 
Pensate anzitutto alla ripetizione in termini di coerenza, un concetto che già applicate, ne sono sicura. Poi spingete questa coerenza un po' più in là: riuscite a trasformare alcuni di questi elementi coerenti in parti del vostro progetto grafico consapevole, come per esempio i titoli? Avete utilizzato una linea da 1 punto in fondo a ogni pagina o sotto ogni titolo? E se invece ne usaste una da 4 punti per rendere la ripetizione più incisiva e appariscente? 
Considerate quindi la possibilità di aggiungere elementi al solo scopo di creare una ripetizione. Dovete introdurre un elenco numerato? Potreste usare un carattere diverso, o scegliere per la numerazione un font «scavato», comunque uno stile che ripeterete per ogni elenco numerato all'interno del documento. Per prima cosa, trovate le ripetizioni esistenti ed enfatizzatele. Quando vi sarete abituati all'idea e all'aspetto, iniziate a creare ripetizioni per migliorare la qualità della grafica e la chiarezza dell'informazione. 
Ripetere è come valorizzare un vestito. Se una donna indossa un elegante abito da sera nero con un cappellino nero molto chic, potrebbe far risaltare il suo abbigliamento con tacchi rossi, rossetto rosso e una piccola spilla rossa. 

Che cosa evitare 
Evitate di ripetere un elemento tanto da renderlo noioso. Siate consapevoli del valore del contrasto. Per esempio, se la stessa donna indossasse un abito da sera nero con un cappello rosso, orecchini rossi, rossetto rosso, sciarpa rossa, borsetta rossa, scarpe rosse e cappotto rosso, la ripetizione non creerebbe un contrasto piacevole e armonioso: sarebbe eccessiva e il centro di attenzione risulterebbe confuso. 


Il contrasto 

contrasto

Il contrasto è uno dei mezzi migliori per rendere più interessante l'aspetto della vostra pagina e creare un'organizzazione gerarchica tra i vari elementi. Perché il contrasto sia efficace, tuttavia, deve essere forte. Non siate timidi. 
Il principio del contrasto afferma: contrastate alcuni elementi del progetto per attirare l'attenzione del lettore all'interno della pagina. Se due elementi non sono esattamente uguali, rendeteli differenti. Davvero differenti. 
Il contrasto non serve solo a richiamare l'attenzione: potete servirvene per organizzare le informazioni, chiarire la gerarchia, guidare il lettore lungo la pagina e creare un focus. 
Il contrasto può essere ottenuto in molti modi. Potete abbinare caratteri grandi a caratteri piccoli; un font oldstyle a un font bold sans serif; una linea sottile a una spessa; un colore caldo a uno freddo; una texture liscia a una ruvida; un elemento orizzontale (per esempio una lunga riga di testo) a un elemento verticale ( una colonna di testo alta e stretta); righe molto spaziate a righe ravvicinate; un motivo grafico minuto a uno molto grande. 
Non siate timorosi. Se due elementi non sono realmente differenti, non avete creato un contrasto, ma un conflitto. Non potete contrastare un carattere a 12 punti con uno a 14 o una linea da mezzo punto con una da 1 punto. Non c'è contrasto tra marrone scuro e nero. Prendete sul serio il contrasto! 

 

Il principio del contrasto in breve 

All'interno di una pagina, il contrasto attira lo sguardo; il nostro occhio ama il contrasto. Se inserite nella pagina due elementi che non sono uguali ( come due diversi caratteri o due linee di diverso spessore), non devono essere simili: perché il contrasto risulti efficace, i due elementi devono essere molto diversi. 
Il problema si può paragonare in un certo senso alla scelta del colore per co­prire una macchia sulla parete: anche in questo caso, un colore «pressappo­co uguale» è bandito; o è quello esatto o dovrete ridipingere l'intera parete. 

Lo scopo principale 
Il contrasto ha due finalità, inscindibili una dall'altra. La prima è creare un punto di interesse nella pagina: se una pagina è interessante graficamente, ha più probabilità di essere letta. La seconda è migliorare l'organizzazione delle informazioni: chi legge dovrebbe capire subito come sono strutturate le informazioni, il flusso logico tra un argomento e l'altro. Gli elementi contrastanti non dovrebbero mai confondere il lettore o dirottare verso un focus che non è realmente tale. 

Che cosa fare 
Aumentate il contrasto mediante opportune scelte di caratteri (si veda la seconda metà di questo volume), spessori di linee, colori, forme, dimensioni, spazi ecc. È facile trovare soluzioni per aumentare il contrasto ed è probabil­mente il modo più piacevole e soddisfacente per accrescere l'interesse visivo. L'importante è essere determinati. 

Che cosa evitare 
Se cercate il contrasto, fatelo davvero. Evitate di contrapporre a una linea pesante una di linea più pesante. Non contrastate un testo in marrone con titoli in nero. Evitate di usare due o più caratteri simili. Se gli elementi non sono esattamente uguali, rendeteli differenti! 

I 4 principi base: sguardo d'insieme 

Nella progettazione grafica (e nella vita) esiste un principio guida più generale: osate, non siate timorosi. 
Non abbiate paura di costruire un vostro personale stile di grafica ( o di vita) con molti spazi bianchi: aiutano a riposare gli occhi (e l'anima). 
Non abbiate paura dell'asimmetria, di avere un format non centrato: spesso migliora l'effetto, è ciò che occorre per essere sorprendenti. 
Non abbiate paura di usare caratteri troppo grandi o troppo piccoli, non abbiate paura di urlare o di sussurrare le parole. Ciascuna delle due alternative può dimostrarsi efficace, nella situazione opportuna. 
Non abbiate paura delle scelte estremamente audaci o minimali, se i risultati integrano e rafforzano il vostro progetto, o il vostro modo di essere. 

 

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Last modified on Martedì, 27 Ottobre 2020 18:55