I caratteri tipografici

Per scrivere una parola è necessario, innanzitutto, scegliere un carattere. Il carattere è la forma grafica delle let­tere che compongono un alfabeto: ne esistono tantissimi, divisi in grandi famiglie, e ognuno si adatta partico­larmente a ben precise esigenze.
La conoscenza dei caratteri è, quindi, importante per un grafico quanto la capacità di disegnare e la padronan­za del disegno geometrico.

Una bella pubblicità, un manifesto riuscito sono risultati che si raggiun­gono anche grazie alla scelta appro­priata dei caratteri. Sbagliare carat­tere significa non raggiungere lo sco­po prefissato, significa far diventare illeggibile un “messaggio”. Impariamo perciò a conoscere le re­gole basilari della composizione tipo­grafica che, anche se ormai quasi completamente in disuso, resta la base di tutte le composizioni di caratteri, da quelli della macchina da scrivere portatile a quelli del computer.
Le lettere di un carattere sono co­struite con uno o più tratti principali, diritti o curvi, terminanti con partico­lari decorativi detti “grazie”.
Questi particolari, nella loro specifici­tà, sono gli elementi fondamentali che caratterizzano e distinguono un carattere dall’altro.


Anatomia del carattere

Le lettere di un carattere sono com­poste da varie parti che è bene cono­scere:

anatomia carattere

 

Inoltre, ogni carattere può essere “di­segnato” in modi diversi, e cioè

MAIUSCOLO:
TONDO CHIARO;
TONDO NERETTO;
CORSIVO CHIARO;
CORSIVO NERETTO.

minuscolo:
tondo chiaro; tondo neretto;
corsivo chiaro; corsivo neretto.

Vediamo ora quali sono le grandi ca­tegorie in cui si suddividono i caratte­ri, per cominciare a distinguerne le differenze e quindi a riconoscerli.

 

lapidari

1. Lapidari

Così chiamati perché imi­tano lo stile delle scritte scalpellate sugli antichi monumenti romani.
Le prime cose da osservare sono i fi­letti terminali di ciascuna lettera, e cioè le grazie: quelle dei lapidari ter­minano formando un angolo di 30° e la base, o vertice inferiore, è comple­tamente piatta.
Nella N la differenza di spessore tra l’asta obliqua e le aste verticali è po­co accentuata, così come nelle tra­sversali della V e della A.
Le lettere tonde come la O, la Q, la S hanno un rapporto di largo e sottile molto delicato e armonioso.

 

 

medievali

 

2. Medievali

Nati verso il XII secolo, li ritroviamo oggi nelle serie dei ca­ratteri Gotici.
Sono molto facili da riconoscere per le forme angolose e allungate che imitano le forme delle lettere eseguite con la penna d’oca e l’inchiostro nel­la scrittura antica.
Questi caratteri hanno le terminali molto svolazzanti, soprattutto nelle maiuscole. Personalmente li conside­ro poco leggibili e non li ho mai usati; vengono però utilizzati molto nei pae­si anglosassoni e facilmente trovere­te pubblicità, insegne o scatole di bir­ra con scritte realizzate con questo carattere.

 

veneziani

3. Veneziani

Derivano dai Lapidari e nascono verso la metà del Quattro­cento; sono tuttora molto usati e il ca­rattere più armonioso di questa fami­glia è, senza dubbio, il Garamond, usatissimo nella composizione dei te­sti dei libri, nelle pubblicità ecc.
Io amo particolarmente il corsivo mi­nuscolo di questo carattere che si le­ga molto bene alle illustrazioni e dà all’insieme un’aria molto classica e pulita.
Nelle finali di lettera, i filetti sono si­mili a quelli dei lapidari, ma più arro­tondati; il vertice inferiore è legger­mente concavo, le differenze di spes­sore tra le aste verticali e le aste obli­que sono più accentuate e, anche nelle lettere tonde, i rapporti di sottile e largo sono più accentuati.

 

tradizionalisti

4.Transizionali

Nascono tra la fine del XVII e il XVIII secolo e non pre­sentano particolari innovazioni ri­spetto ai caratteri Veneziani che li hanno preceduti. I filetti non hanno quasi inclinazioni e si raccordano al­l’asta verticale con una piccola cur­va, mentre il vertice inferiore è com­pletamente piatto.
La C maiuscola, la G e la S hanno le orecchie molto pronunciate e le diffe­renze tra fine e grosso sono più ac­centuate.

 

 

bodoniani

5. Bodoniani

Nel 1771 Giambattista Bodoni creò uno dei più bei caratteri che siano mai stati ideati e che è, an­cora oggi, molto usato. È un carattere elegante, armonioso, molto leggibile sia in tondo, sia in corsivo.
I filetti sono completamente piatti e il raccordo con l’asta verticale è appe­na accennato. Il rapporto tra grosso e fine è più accentuato che nei Tran­sizionali; la C, la G e la S hanno le orecchie molto pronunciate.

 

scritti

6. Scritti

Sono i caratteri che imitano quelli scritti a mano dagli amanuensi e sembrano realizzati con la penna d’oca o con la penna e il pennino; so­no inconfondibili e hanno caratteristi­che che vengono inventate, di volta in volta, dal creatore del carattere. Oggi, i più usati sono i caratteri In­glesi, ricchi di svolazzi, molto elegan­ti, usati soprattutto per biglietti da vi­sita, partecipazioni e anche per la pubblicità di alcuni prodotti.

 

ornati

7. Ornati

Sono quei caratteri con de­corazioni e ombreggiature che tra­sformano la scritta in un fregio orna­mentale. Nel periodo Liberty ne sono stati inventati moltissimi; non hanno regole precise e, in genere, hanno solo lettere maiuscole. Sono molto decorativi, ma poco leggibili.
Vengono usati in casi particolarissi­mi, soprattutto come lettere iniziali, e sempre affiancati da altri caratteri.

 

egiziani

8. Egiziani

Nati attorno ai primi del­l’Ottocento, si ispirano alle scritte fat­te sulle balle di mercanzia provenien­ti dall’Egitto. I filetti terminali e delle orecchie sono molto grossi, il cerchio di raccordo è quasi inesistente, il ca­rattere è molto pesante e leggibile an­che a distanza. È molto usato in pub­blicità per titoli, insegne ecc., ma poco indicato per testi lunghi.

 

lineari

9. Lineari

Questi caratteri, privi di grazie o filetti, sono nati attorno al 1800 e si sono evoluti sino a raggiun­gere la perfezione dell’Helvetica, l’uni­co carattere che si avvicini all’elegan­za del Bodoni. Molto leggibile, si usa spesso per le scritte dei manifesti, per i titoli dei giornali, per la segnaletica stradale ecc. Sono facili da riconosce­re per la loro totale assenza di grazie e per l’armoniosità delle lettere tonde.

 

fantasia

10. Fantasia

Sono i caratteri inventa­ti, ed è impossibile dare una regola o una caratteristica precisa. I caratteri di fantasia che si trovano in composi­zione o nei caratteri trasferibili hanno, generalmente, i terminali delle varie aste inclinati. La grafica americana è ricchissima di questi caratteri inventa­ti, facilissimi da riconoscere e, dopo un po’ di pratica, da disegnare. Come gli Ornati, vanno sempre abbinati ad altri caratteri.

Last modified on Giovedì, 20 Febbraio 2020 20:26
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